La gravidanza dei papà

La gravidanza dei papà

Quando si pensa ad una gravidanza si tende subito ad immaginare la mamma come unica protagonista indiscussa assieme al suo bel pancione…

ma vi siete mai chieste com’è la gravidanza vissuta dalla parte dei futuri papà?

Spesso, a causa di retaggi culturali e di stereotipi portati avanti nel tempo, i papà vengono esclusi da tutto ciò che riguarda la sfera della maternità: sembra quasi che il loro compito sia solo quello di lavorare, che non abbiano un ruolo attivo nei nove mesi, come fossero dei semplici osservatori. 

Ad oggi, invece, è riconosciuta sempre più l’importanza dei papà: la loro presenza attiva e partecipe durante la gravidanza e nell’accudimento dei figli è semplicemente fondamentale.
Spesso, per noi donne, può esser difficile capire lo stato d’animo del nostro partner durante l’attesa: noi ci sentiamo mamme fin dal primo istante, fin da quando appare quella sottile linea nel test, ma dobbiamo comprendere che per i futuri papà è tutto diverso!

La loro è una sorta di gravidanza “mentale”, hanno bisogno di tenere in braccio il bambino per realizzare il cambiamento, devono agganciare lo sguardo del neonato per poter comprendere e integrare davvero il loro nuovo ruolo. 
Per questo bisogna dare loro tempo, poiché anche se si ritrovano in uno stato meno  “interessante” del nostro, e non possono godere di un rapporto diretto con il bambino sin all’inizio, noi possiamo fare la differenza, evitando di farli sentire esclusi, non necessari. 

I futuri papà hanno il compito fondamentale di dare sostegno e contenimento a noi mamme nei vari cambiamenti e nei momenti di difficoltà che la gravidanza inevitabilmente porta con sé: in tal senso, hanno una funzione mitigatrice e trasformativa, oltre ad avere la forte responsabilità di proteggere madre e bambino e la loro relazione dal mondo esterno.

Mi piace immaginare i papà come se fossero una placenta che protegge mamma e bambino da tutte le intrusioni, dagli attacchi esterni che potrebbero minare il delicato equilibrio sin dall’inizio. 
I papà pagano sicuramente un costo emotivo in tutto ciò: devono riuscire a tollerare la funzionalità del rapporto madre-bambino, in pancia dapprima, e in un secondo momento dopo la nascita.
Devono sopportare la scissione della loro compagna tra coniugalita’ e genitorialita’, devono adattarsi a tutte le trasformazioni fisiche, emotive, affettive della stessa (e  sappiamo bene che in tal senso c’è molta carne alla brace!)

Noi mamme, consapevoli di questa diversità di mondi, abbiamo decisamente il compito di coinvolgere il più possibile il nostro partner fin dall’inizio, dai primi movimenti nella pancia, dalle prime ecografie, riconoscendo il suo ruolo come fondamentale, in un’ottica di paternità attiva, dove i papà non si devono sostituire a noi o fare come noi, ma considerare la ricchezza e la diversità del loro “maternage paterno” così prezioso per i nostri bambini e per noi stesse! Quando una mamma si sente supportata, si sentirà più a suo agio con il proprio bambino e questo si riporterà anche in una migliore relazione di coppia. 

Per far funzionare una famiglia è importante che ci sia una complementarietà dei ruoli, in cui ogni parte si senta valorizzata in base alle opportunità di crescita che può trasmette al bambino; è importante che ognuno faccia la propria parte, poiché ognuno è fondamentale e funziona meglio grazie all’appoggio dell’altro, come un puzzle in cui ogni pezzo deve essere legato all’altro per tenere tutto in piedi.

Una famiglia che nasce, è un meraviglioso incastro! 

Martina

Martina
@martipsicomamma

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