LA MEMORIA DEL CUORE

“Ecco la difficoltà di questi tempi. 
Gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi, che già sono colpiti e distrutti dalla crudele realtà.
È un grande miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze, perch esse sembrano inattuabili, le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.”

Questi sono alcuni dei pensieri che Anne Frank era solita annotare sul suo “Caro diario”.
Anna nasce in Germania, a Francoforte, nel 1929, negli anni più bui della storia dell’Umanità, da una famiglia ebrea. Dopo pochi anni si trasferisce con la famiglia in Olanda per sfuggire alle leggi antisemite introdotte dal regime Nazista di Hitler.
Anne e la sua famiglia vivono per due anni in un nascondiglio, nella speranza che la guerra finisca, ma purtroppo nell’agosto del 1944, viene deportata con sua sorella Margot nel campo di concentramento Bergen Belsen.
Il viaggio dura tre lunghi giorni, nei quali lei e migliaia di persone sono stipate in vagoni per il trasporto del bestiame. Cibo e acqua scarseggiano, i deportati viaggiano in condizioni disumane, e molti moriranno già prima dell’arrivo nei campi di sterminio.

“Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi), è la scritta che li “accoglie” al loro arrivo.
È qui che i prigionieri vengono divisi per sesso, lavati, rasati;
È qui che ricevono le divise;
È qui che sono tatuati con un numero di riconoscimento sul braccio.
È difficile procurarsi da mangiare, e l’angoscia della morte è sempre dietro l’angolo.

Anne morirà a distanza di pochi mesi, di tifo. L’unico della sua famiglia che riuscirà a sopravvivere sarà il padre Otto, che dopo la guerra farà pubblicare il suo diario, una delle maggiori testimonianze della Shoah.

Il 27 Gennaio del 1945 finalmente i cancelli di Auschwitz vengono abbattuti dall’armata sovietica. Il mondo verrà a conoscenza di una delle macchie più atroci e indelebili della storia dell’umanità.

Oggi, nel giorno della Memoria, celebriamo il ricordo di sei milioni di vittime dello sterminio del popolo ebraico.
Bisogna conservare la memoria di un tragico periodo della storia, affinché eventi simili non accadano più.

Come diceva Anne Frank, “Quel che è accaduto non può essere taciuto, ma si può impedire che accada di nuovo.”

Il giorno della memoria serve anche per ricordare che ancora oggi esistono continue discriminazioni nei confronti di chi appare diverso ai nostri occhi. Che quel passato non è poi così lontano.

Come spiegare ai nostri bimbi il giorno della memoria? 

Secondo Lia Toaff, curatrice per il Museo Ebraico di Roma, la giornata della memoria andrebbe inserita in un percorso di studi che non riguarda solo le leggi razziali del 1938, o la fine della guerra nel 1945, ma che porti a comprendere la storia e la cultura degli ebrei.

Per avvicinare bambini e ragazzi al tema della Shoah, è consigliato partire da alcune letture, come ad esempio proprio quella a cui mi sono ispirata per scrivere questo articolo: “Il Diario di Anne Frank”, ma anche “L’amico Ritrovato” di Fred Uhlman.
Dai sei anni in su è consigliata anche la lettura de “La portinaia Apollonia” di Lia Levi.

In realtà queste sono solo le letture che mi sento di consigliarvi, ma cercando nel web o nella vostra libreria di fiducia, troverete davvero tanto materiale per i vostri ragazzi, sia per i più piccini che per i più grandi.
Un libro è sempre un mezzo più che valido per spiegare ciò che a parole non riusciamo a dire, perché trovare le parole per raccontare così tanto orrore, non è di certo scontato.

Vi lascio con le bellissime parole di Primo Levi, note a tutti ma mai e poi mai scontate:

“L’olocausto è una pagina del libro dell’umanità, da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria.”

Annalisa

Annalisa - @annalisa_sofia_
Annalisa
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