Io, vittima di Violenza Ostetrica

Io, vittima di Violenza Ostetrica

Avete presente quando dicono: “il giorno del parto é stato il più bello della mia vita?”

Io non posso dirlo.
Senza dubbio la nascita di mia figlia è stata qualcosa di meraviglioso, la gioia più grande della mia vita, ma il parto è qualcosa che, in realtà, vorrei dimenticare.
Vorrei, ma non riesco.
Quel giorno è così vivido nella mia mente, che quando penso ad una nuova gravidanza ho paura. Sono piena di timore e di domande.

Sono stata vittima di “Violenza Ostetrica”.
Era il mio primo parto. 
Sono stata portata in sala parto alle 5 di mattina, e alle 9:00 l’ostetrica si era stancata.
Ero sfinita, e sentivo le sue parole: “ma se non riesci a spingere come lo devi fare un altro figlio?”, “ti rendi conto che abbiamo partorito tutte vero?”, “ma vedi un po’ quanto tempo dobbiamo perdere!” 
E così, stanca, ha proceduto di episiotomia. 
Senza dirmelo, senza il mio consenso. 

Perchè? Semplicemente perchè non riuscivo a spingere e la mia piccola era già nel canale del parto.
Perchè non riuscivo a spingere? Perchè avevo contrazioni troppo distanti l’una dall’altra e senza contrazioni, come ben sapete, non si può spingere.
Perchè avevo contrazioni troppo distanti l’una dall’altra? Perchè mi hanno somministrato una flebo di Spasmex per distanziarmele l’una dall’altra.
Perchè mi hanno distanziato le contrazioni? Perchè erano troppo vicine l’una all’altra.
Che cosa assurda, non trovate? 

Ancora oggi non so se ridere o piangere. 
Ancora oggi non so se hanno sbagliato a distanziarmi le contrazioni o a praticarmi l’episiotomia. 
Avrei preferito lacerarmi io, naturalmente. 
E pensare che sin da subito, quando mi sono resa conto che il mio dolore era crescente e non riuscivo a dilatarmi più di 5 cm e sentivo fortemente la sensazione di spingere, ho chiesto a gran voce il cesareo. 
Ovviamente, me l’hanno negato. 
Non potevano farmi un’operazione chirurgica. 
Alla fine, me l’hanno comunque fatta, un’operazione chirurgica.
Una pratica che non dovrebbe essere effettuata, un’intervento che porta effetti collaterali dopo il parto e a lungo termine per via della cicatrizzazione. 
Quindi ho avuto, nell’ordine: un taglio lungo e doloroso, un’emorragia, più di venti punti non suturati bene (al momento delle dimissioni me ne hanno dati altri due, senza anestesia, vorrei puntualizzare) e successivi svenimenti in seguito.

Si, il parto è soggettivo. 
C’è chi dice che il dolore lo dimentichi subito. 
Io non l’ho ancora dimenticato.
E non voglio ricordarlo. 
Gli unici momenti che voglio ricordare sono il pianto della mia bambina appena uscita dal suo nido, quel nido che l’aveva protetta come meglio non avrei potuto fare in nove mesi, il momento in cui l’hanno poggiata sul mio petto, ha sentito il battito del mio cuore, si è calmata, ha alzato la testa per guardarmi ed è stata lì, con gli occhietti puntati nei miei e vi giuro, io mi ci sono persa nei suoi. 

Tutto il resto voglio scordarlo.

Tonia

Tonia - @trecuoriinmansarda
Tonia
@trecuoriinmansarda

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.