Back to School! La scuola negli UK

Back to School! La scuola negli UK

Ben ritrovate care Mamas,
oggi vi parlerò della scuola in Inghilterra, ma senza annoiarvi con descrizioni stile guida turistica o dati standard presi dal web; 
Il mio intento, tuttavia, è quello di darvi un piccolo assaggio di ciò che stiamo vivendo snocciolando in pochi punti le differenze che mi sono saltate all’occhio rispetto alla scuola italiana.

Come premessa vi puntualizzo che qui, i bambini che arrivano da altri Stati e/o sono di differente madrelingua, non vengono fatti iscrivere un anno prima rispetto all’età anagrafica per recuperare il gap linguistico, ma viene rispettata la data di nascita per l’anno di frequenza.
Le mie figlie di quattro e sette anni, pertanto, frequentano rispettivamente Reception (equivalente in Italia dell’ultimo anno di materna che qui viene gestito come un vero e proprio periodo preparatorio alla scuola primaria) e Year 2, (medesimo alla seconda elementare), entrambe a orario continuato tutti i giorni. Sapere che non avrebbero ripetuto l’anno al momento dell’iscrizione è stata una notizia che inizialmente mi aveva molto preoccupato perché ritenevo troppo complicato far affrontare loro simultaneamente l’assimilazione di nuovi argomenti e di una nuova lingua.

Con il senno di poi, però, è divenuta una scelta che attualmente condivido a pieno vedendo avanzare il loro apprendimento di pari passo ai loro progressi linguistici.

Cominciamo con i miei punti chiave:

#1 MATERIALE SCOLASTICO E RETTA

In Inghilterra la scuola è gratuita, ma gratuita davvero! Non abbiamo dovuto pagare nessuna retta per l’iscrizione delle piccole.

Inoltre, il mio stupore ha toccato i massimi storici quando, i primi giorni di frequenza, rivolgendomi alla maestra per chiedere cosa servisse acquistare come materiale scolastico, la sua risposta fu semplicemente: “Nothing”. NIENTE. NADA.
La scuola si occupa di fornire ai bambini ogni strumento necessario, dalla colla, alle matite, ai quaderni etc. 

Attualmente siamo in lockdown, i bambini dopo le vacanze natalizie non sono più tornati in classe, e nonostante ciò la struttura si è premunita di fornire una box per ognuno di loro con tutto l’occorrente necessario per poter continuare a studiare da casa: non vi nego che la generosità del loro contenuto mi ha alquanto preoccupata circa la durata di questa lontananza dai banchi scolastici!

Un altro appunto lo riservo alla totale assenza di libri di testo: si, avete letto bene.
Gli alunni apprendono le nozioni in compenso da schede stampate, tramite l’utilizzo del tablet di classe, lavagne interattive, video educativi o canzoni e vi assicuro che non risentono della minima carenza nell’apprendimento. 

Ricordo ancora la mia faccia quando l’anno passato, in Italia, una volta iscritta mia figlia alla prima elementare, mi mandarono a ritirare i libri in cartolibreria, quindici per l’esattezza. 
Una volta uscita dal negozio, con il tipico profumo di pagine nuove misto a plastica mai usata, mi chiesi: “Ma davvero le serviranno tutti questi libri?” Poi il 2020 sappiamo tutti com’è andato, ma devo ammettere che qui, in questo Paese, ci sono tornati molto utili, dato che li utilizziamo per lezioni extra in Italiano in modo che non perdano nulla della loro prima lingua.

#2 MENSA

La mensa è gratuita fino ai sette anni quindi al momento non stiamo affrontando ancora questa spesa.

Inoltre è possibile usufruire del servizio oppure pranzare con il packed lunch, “il pranzo al sacco” che viene preparato quotidianamente dai genitori in coloratissime valigette. La maggior parte dei bambini utilizza questa seconda alternativa, non solo per un motivo qualitativo della mensa ma penso più per una motivazione culturale/religiosa nonostante forniscano sempre anche un opzione vegetariana nel menù.

Inutile dire che, per le mie figlie, la mensa è un tasto dolente e non sono per niente soddisfatte delle pietanze servite che vanno da jacket potatoes (vi consiglio di andare a cercare un’immagine online) e bastoncini di pesce. Per loro la mensa italiana è diventata un vero e proprio sogno, alla pari di un miraggio di una fonte per un assettato nel deserto.

#3 IL PRESIDE

Ricopre un ruolo molto importante, infatti è sempre presente in sede e amministra non solo da dietro una scrivania, ma mettendoci direttamente la faccia sia con i ragazzi, che con i genitori.

Per me non è stata tanto una sorpresa trovarmelo il primo giorno di scuola vestito di tutto punto al cancello, ma lo è stato ritrovarmelo il dì seguente e quello dopo ancora, e così per l’intero corso dell’anno scolastico, sia all’entrata che al momento dell’uscita degli alunni, spesso accompagnato sovente da una tazza fumante di tè inglese tra le mani nelle mattine più fredde.

Ogni venerdì inoltre invia una mail con un resoconto con la foto dei ragazzi che sono stati premiati, la tabella con percentuale di ritardi all’entrata e al ritiro dei ragazzi divisa per classe. Causa il periodo storico, queste report riportava sempre anche il numero di contagiati riscontrato nella scuola settimanalmente di Covid-19.

Devo dire che è molto rassicurante vedere il preside in una posizione così accessibile e disponibile per ogni dubbio o quesito, ed è successo che le stesse insegnati dopo aver sollevato loro dubbi mi abbiamo rimandato direttamente a lui per avere chiarimenti diretti.

#4 DIVISE SCOLASTICHE

Le divise sono le medesime per ogni scuola, e  variano solo per colore e stemma e sono composte da giacca con bottoni per le bimbe e maglioncino pullover per i maschi, maglia polo bianca e pantalone nero.

Inoltre le femmine possono, se vogliono, utilizzare in alternativa vestito smanicato o la gonna. Anche le scarpe sono standard e molto neutre, completamente nere, ne richiedono un paio da esterno e uno di stoffa leggera da usare solo all’interno dell’edificio. 

Questi si possono definire gli unici acquisti obbligati che abbiamo effettuato, ed è possibile farlo direttamente dal sito scolastico.

Inutile dirvi l’importanza fondamentale che questo aspetto ha nella crescita dei ragazzi che fino alle superiori sono abituati a vedere tutti in modo uguale, eliminando le disparità sociali, culturali ed economiche condizionate dall’abbigliamento. 
Ciò nonostante durante l’anno vengono assegnate diverse giornate speciali chiamate “Free uniform days” nelle quali i ragazzi si vestono o di un particolare colore richiesto dalla scuola rispetto a una certa tematica, o specifiche fantasie che vanno dai puntini a quelle natalizie, o addirittura in pigiama. Le mie piccole adorano queste giornate e le attendano sempre con grande entusiasmo!

#5 REPORT INFERMERIA

Ogni volta che una delle nostre figlie si fa male, si sbuccia un ginocchio, o lamenta anche solo per esempio un fastidio all’occhio, viene mandata in infermeria, dalla quale spediscono immediatamente una mail al genitore con il report dell’accaduto, il rimedio apportato e lo stato del bambino, informando sull’eventuale necessità di un’uscita anticipata.

Anche questa per me è stata una completa novità, e mi ha subito confortato oltre che contribuito a costruire un vero rapporto di fiducia con la scuola e le maestre che si mettono davvero nella condizione d’informarci di ogni avvenimento straordinario. E’ una gestione davvero molto rassicurante dalla quale non può che scaturire un forte senso di serenità e sicurezza per noi genitori nei confronti delle nostre figlie quando si trovano sotto il tetto scolastico.

#6 PREMIAZIONI

Un’altra grande differenza l’ho notata nell’assegnazione delle premiazioni che vengono conferite quotidianamente e settimanalmente partendo da semplici adesivi per il buon comportamento, a piccoli attestati con nome stampato, fino a stelle di metallo appuntate alla giacca assegnate direttamente dal preside davanti a tutta la classe per uno svolgimento eccellente di una consegna, o un progresso raggiunto dall’alunno. Vi assicuro che non si tratta di far sentire un alunno più bravo di altri, ma di una vero e proprio stimolo per gli allievi a fare sempre meglio!

Ne ho visto i diretti effetti su mia figlia maggiore che era inizialmente la più sconsolata. Ricevette infatti un premio i primi giorni durante lo svolgimento di una consegna che consisteva nello scrivere i nomi di alcuni oggetti che venivano mostrati ai ragazzi in stampatello minuscolo. Per mia figlia questo stampato era totalmente nuovo, dato che in Italia aveva appreso solo il carattere maiuscolo.

Ma la cosa che più mi colpì fu che la premiarono per la precisione e velocità di apprendimento pur avendo svolto il compito in lingua italiana. In questo modo lei non si sentì esclusa per il vincolo comunicativo, e inoltre la gratificarono spronandola a continuare a impegnarsi.

#7 COMPRENDERE IL MONDO

Tra le materie delle mie piccole, troviamo UNDERSTANDING THE WORLD, e ve ne voglio proprio parlare.

La “mission” è quella di far apprendere agli alunni il mondo che li circonda, mettendoli a conoscenza di festività, ricorrenze, tradizioni specifiche di vari Paesi, o ricorrenze religiose. Vengono affrontate anche tematiche riguardanti la quotidianità del Regno Unito.
Si parla di cibo, danze, rappresentazioni, leggende, ma anche a livello molto più pragmatico di come funziona ad esempio la posta (qui la Royal mail) o una professione prescelta.

Attualmente sto seguendo le mie figlie nella didattica a distanza, e sto apprendendo io stessa tantissime informazioni a me sconosciute, sopratutto culturali, che fino ad ora non avrei avuto modo di apprendere se non facendo ricerche per mio puro interesse o recandomi fisicamente in viaggio in uno di questi Paesi.

#8 COMPITI A CASA

Durante la settimana ai bimbi non viene affidato nessun compito da svolgere a casa.

Solamente al venerdì vengono consegnati a casa due libricini , rispettivamente di fonetica (Phonics), dove si esercitano con la lettura di parole focalizzate un suono specifico tra i fonemi inglesi, e uno di pura e sana narrativa scelto da loro in biblioteca, del quale devono scrivere un piccolo parere dopo averlo terminato.

Inoltre viene consegnato sempre e solo nel week-end per entrambe, il quaderno dello spelling dove esercitano la scrittura delle parole nuove della settimana. Devo ammettervi che il livello richiesto alla piccola per la lettura e scrittura è molto alto e mi sono ritrovata a far svolgere, sopratutto inizialmente, le stesse schede o esercizi a entrambe le figlie pur avendo due anni e mezzo di differenza. Ho riscontrato che l’equivalente dell’ultimo anno di asilo in Italia, qui è gestito diversamente, e per quanto i piccoli trascorrano molto tempo a giocare, il programma è strutturato in modo da essere comunque fruttuoso a livello di apprendimento e i bambini iniziano le elementari già capaci di scrivere e leggere.

#9 PORTALE CASA SCUOLA ONLINE

Dopo qualche settimana di frequenza mi è stata fatta presente l’esistenza, solo per la figlia minore, di un portale online dedicato, una sorta di vero e proprio diario virtuale privato, dove esclusivamente gli insegnanti e i genitori appuntavano i progressi o le attività svolte dal bambino, allegando note, disegni, foto e video.

Per me è stata una scoperta rivoluzionaria, soprattutto perché ripercorrendo i giorni precedenti nei quali ne ignoravo l’esistenza, ho rivisto con i miei occhi tutto quello che mia figlia mi aveva raccontato a partire dal primo giorno, ed è stata un’emozione fortissima.
Ho realizzato che, unendo questo utilissimo strumento a quel poco che mia figlia mi riportava una volta a casa, diveniva davvero possibile per me affacciarmi nella sua quotidianità scolastica, come se mi avessero fornito un pass esclusivo per vedere da dietro le quinte quando la mia piccola era alle prese con il mondo fuori dal tetto domestico.

La maestra mi ha informato di questo portale dopo averle raccontato che a casa mia figlia iniziava nei momenti di gioco, a parlare totalmente in inglese: da qui la richiesta dell’insegnante di riprenderla, anche solo con l’audio, e appuntare l’avvenimento nel diario per rendere misurabile con una scala temporale i suoi reali progressi.

Il mio intento in questo articolo, non era quello di delineare un’organizzazione migliore o una peggiore mettendo i sistemi scolastici a confronto, ma semplicemente rendervi partecipi della nostra realtà nella didattica inglese.
Non vi nego comunque che siamo davvero molto soddisfatti e contenti di come stanno andando le cose, e sono molto serene anche le nostre bimbe. 

Mi sento però di dover dar merito a questo Paese per la sua capacità d’inclusione, che sempre traspare come uno dei suoi punti cardine anche in ambito scolastico. Pur fornendo un’istruzione in esclusiva lingua inglese, ha il pregio di sapere insegnare ai ragazzi a confrontarsi, conoscere e accettare ogni tipo di differenza e viverla come una vera e propria ricchezza da custodire nel proprio bagaglio.

Azzurra

Azzurra- @sotto_ilcielo_azzurro_dilondra
Azzurra
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