Ostara. L’equinozio di Primavera

Una ghirlanda di margherite da finire, vestiti da ornare, mentre i raggi del sole iniziavano ad essere sempre più caldi e pungenti.
La Primavera era alle porte e con una mano sugli occhi e la testa appena all’insù, un cerchio di giovani donne si stavano preparando al dolce risveglio cantando sulla riva di un fiume.
Il bosco incrinava i rami degli alberi all’unisono come la più dolce delle melodie, deliziosi animali uscivano timidamente dalle loro tane, la neve sulle cime delle montagne si stava sciogliendo e l’erba umida iniziava a respirare grazie alle fresche brezze mattutine.
Dalle finestre spalancate si potevano osservare le donne più anziane sbattere i tappeti, spolverare ogni angolo, ogni mensola, ogni barattolo, mentre una coltre di fumo di palo santo invadeva i vicoli.
I semi erano pronti, le nuvole bianche correvano al ritmo del vento e la terra iniziava a perdere la sua aridità.
L’equinozio era vicino e con lui i festeggiamenti in onore della Madre Terra che, stiracchiandosi dopo il lungo sonno invernale, sciogliendo ghiacciai e trasformandoli in poderosi fiumi in piena, ora era pronta ad accogliere nuovi germogli e le speranze di una nuova e fiorente vitalità.
Una magia che  sa di profumo di lavanda e rosmarino, una storia antica e mai dimenticata.

Questa Magia che è stata e che sempre sarà.

Ilaria D’Alessandro 

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