Perchè ho lasciato l’Italia

Perchè ho lasciato l’Italia

“... Odiavo quando la realtà mi prendeva a schiaffi in queste occasioni e io non avevo più scuse, più giustificazioni. La verità è che per me partire è stata in parte una vera e propria sconfitta. Io, che nel mio Paese ci ho sempre creduto e l'ho sognato più unito e inclusivo.” Una famiglia italoghanese. Una mamma con la pelle bianca, un papà con la pelle scura. L’Italia è pronta a questo? Azzurra ci ha provato in tutti i modi, ma poi ha deciso che prendere un’aereo e trapiantare casa e cuore in un altro stato, avrebbe dato risultati migliori. Nel suo ultimo articolo ci spiega cosa c’è all’origine del suo trasferimento in terra inglese. Siamo con te Azzurra! Prendetevi il riscatto che meritate e fatene tesoro!

Artemisia Gentileschi – Autoritratto come allegoria della Pittura

Artemisia Gentileschi – Autoritratto come allegoria della Pittura

“Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima” (George Bernard Shaw) Ci addentriamo in questa settimana corta a suon di ... arte! Nell’attesa di poter tornare a scoprire pezzi di storia in posti meravigliosi, inizieremo a conoscere in modo semplice e immediato alcuno artisti che hanno segnato la storia, concentrandoci soprattutto sulla componente femminile. Con il contributo di @norart8, oggi incontriamo Artemisia Gentileschi

Dio è sordo!

Dio è sordo!

Quando ci arrivano i vostri articoli, per noi e’ come leggere dentro le vite di ognuna di voi. Alcuni sono frivoli, alcuni allietano con leggerezza le nostre giornate, alcuni ci danno spunti nuovi. Poi ci sono quelli che ci fanno sorridere. E poi succede che ci commuoviamo. Niente, care lettrici: qui non c’è commozione, qui sono sgorgate lacrime. GIORNATA MONDIALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ: Silvia la disabilità la conosce molto bene. E visto che chi sta in alto sembra non ascoltare, leggiamola, accogliamola e ascoltiamola almeno noi! Se lo merita.

Dedicato a me

Dedicato a me

Non tutte le pagine di diario restano segrete. Nell’era dei messaggi e delle mail, dei vocali perché “Non ho tempo di scrivere”, finalmente una lettera. Questa volta però, mittente e destinatario sono la stessa persona! Mamas, vi siete mai dedicate una lettera dal profondo del vostro cuore? Ylenia l’ha fatto, e noi la ringraziamo per averla condivisa con noi.

Io credo nell’empatia

Io credo nell’empatia

Se ne parla tanto, è sulla bocca di tutti, ma non nel cuore di chiunque. La parola “empatia” viene usata con tanta facilità, ma non viene poi così tanto praticata. Azzurra si guarda indietro e riflette: perché è così difficile mettersi nei panni degli altri? Il Covid è sicuramente un virus che ci sta causando grossi problemi, ma prima o poi verrà debellato! Per l’egoismo, per l’egocentrismo, per la mancanza di tatto invece c’è solo una cura: l’empatia! Se si potesse acquistare, se si potesse inalare, se si potesse insegnare ... Se, se, se ... ma c’è una cosa che possiamo fare subito: iniziare a praticarla, mettendo da parte il nostro ego e mostrandoci umili e piccoli, sulla strada dell’apprendimento e della crescita. Possa questa nuova settimana iniziare sotto il segno dell’empatia! In entrata, ed in uscita

Prima di essere tutto, sono una donna

Prima di essere tutto, sono una donna

“Sono una donna. Prima di essere moglie. Prima di essere mamma. Sono una donna. Prima di essere assalita dai mille giudizi e pregiudizi che la gente ti scaraventa addosso senza pensarci. Sono una donna.” Attenzione Mamas, quello che leggerete nell’ultimo articolo di @annaritadamb è davvero potente. Potente come solo una donna sa essere. Annarita rivendica il suo essere donna e lo grida con la forza di chi sceglie per sé, lasciando scivolare i giudizi, le osservazioni. Soffocando però mille emozioni contrastanti. Da leggere e non solo: da condividere, affinché idee e pensieri possano prendere forma e forza, e iniziare a camminare nelle strade della vita, per bussare e aprire gli occhi, o per abbracciare e sostenere. “Ieri come oggi, avere coraggio significa per una donna pensare e scegliere con la propria testa, anche attraverso un silenzio nutrito di idee.” (Dacia Maraini)